Isola Polvese

Cenni storici

Isola Polvese - Veduta panoramica

Il mito


Collegata all’Isola Polvese è la leggenda della ninfa Agilla che, follemente innamorata del principe Trasimeno, lo sedusse e lo trascinò nel lago che prese così il suo nome.

Immagine - Isola Polvese - Castello

La storia


Le notizie storiche sono nebulose, ma la presenza degli etruschi e successivamente dei romani nella parte sud dell’isola, la più riparata dal vento, sembra certa, in quanto una porzione del muro di contenimento della Chiesa di S.Giuliano, una possibile via romana e altri ritrovamenti in zona ne danno conferma.
Nell’817 l’Isola Polvese viene nominata per la prima volta in un documento; si tratta di un atto di concessione mediante il quale, Ludovico il Pio dona al pontefice Pasquale I, vasti territori e tra questi appunto il lago Trasimeno con le sue isole: Maggiore, Minore e Polvese.
Già dai tempi antichi il territorio del lago era legato a Perugia (per ragioni di interessi, di affinità culturale e necessità politica) tant’è che nel 1139 alcuni abitanti dell’isola dichiararono di sottomettersi alla città di Perugia.
Nel 1282 nell’isola con un attività agricola fiorente risiedevano 88 fuochi (famiglie) e si contavano numerose chiese: San Giuliano, Sant’Angelo, San Pietro, San Leonardo e San Secondo.
Nel XIV secolo la Polvese passò brevemente sotto il dominio dello stato Pontificio per poi ritornare sotto il controllo di Perugia e restarvi molto a lungo.
Successivamente l’ordine degli Olivetani amministrò l’isola a fasi alterne, e verso i primi anni del 1700 l’isola si avviò a diventare proprietà privata.
Nel 1823 papa Gregorio XVI soppresse gli ordini religiosi presenti sull’isola e i relativi beni furono venduti al Conte Vincenzo Pianciani di Spoleto che dal precedente secolo vantava nel luogo altre proprietà.
Successivamente la proprietà dell’isola passò di mano in mano a vari notabili dell’epoca (tra cui il facoltoso Ferdinando Cesaroni, lo scrittore Ugo Ojetti e il Dott. Bruno Biagiotti) che la trasformarono in riserva di caccia finchè nel 1959 la proprietà dell’isola fu acquistata dalla società N.E.C.I.T. del Conte Giannino Citterio di Milano, che pose molta cura nella ristrutturazione di alcuni edifici quali la villa padronale e la foresteria e, nel contempo, volle dotare l’isola di energia elettrica, acqua potabile e telefono. Inoltre, su progetto dell’architetto Porcinai, volle ricavare una deliziosa piscina nella roccia.
Nel 1973 la Provincia di Perugia ha acquistato la proprietà dell’isola e ha curato il restauro degli antichi insediamenti impiantando un oliveto biologico, un frantoio e ha creato un suggestivo giardino acquatico attorno alla famosa piscina Porcinai.
Nel 1974 l’isola venne dichiarata “Oasi di protezione faunistica” e nel 2005 Parco scientifico e didattico, sede di importanti attività di ricerca, sperimentazione e didattica ambientale.
Dal 2010 la Provincia di Perugia offre ai turisti-visitatori e in particolar modo agli sportivi, la possibilità di realizzare iniziative e manifestazioni sportive (istituzione di un centro scuola federale di vela, possibilità di escursioni in mountain bike, campo di calcio, gare podistiche, etc…) tutte improntate ad un utilizzo eco-compatibile dell’Isola Polvese e delle strutture presenti in loco.
Dal 2011 è stata avviata una progettualità tesa ad incrementare l’offerta turistica durante tutto l’arco dell’anno con le iniziative l’”Isola del Natale” e l’”Isola della Pasqua”.

Ambiente e Biodiversità

Immagine - Fauna Isola Polvese - Volatile

Coltivazioni: l’agricoltura biologica è un metodo di coltivazione compatibile con l’ambiente in quanto non prevede l’uso di fertilizzanti chimici di sintesi e di pesticidi.
I prodotti che si ottengono sono esenti da residui tossici e ricchi di elementi nutritivi. La gestione dell’uliveto con 6.000 olivi coltivati con i criteri dell’agricoltura biologica e la successiva trasformazione presso il frantoio tradizionale a macine in pietra, con produzione di olio extra vergine di buona qualità, è svolto a cura della Cooperativa Sopra il Muro.

Il bosco: occupa un’area che si estende per circa il 25% dell’intera superficie Le specie vegetali che lo caratterizzano sono quelle tipiche dell’orizzonte mediterraneo: nello strato arboreo e arbustivo prevalgono lecci, roverelle, ornielli ed alaterni, nel sottobosco viturno, alloro, pungitopo e ligustro.

Zona umida: piante idrofite e canneto che rappresenta la componente vegetazionale più importante, ai margini delle rive è presente una fascia ristretta caratterizzata dalla presenza di alberi quali salici e pioppi ed erbe come equiseti ed epilobi che crescono sui terreni umidi.

Fauna: gli ambienti umidi e riparali offrono rifugio e nutrimento a un gran numero di specie stanziali e migratorie; svassi maggiori, tarabusini, nitticore, cannaiole, martin pescatori, folaghe e germani reali. Nutrita è la presenza di specie di ambiente agricolo-forestale quale cuculo, usignolo, fagiano, torcicollo, pernice rossa, upupa, pigliamosche, tortora, luì piccolo e occhiocotto.

Visita l’Isola

Isola Polvese - Piantina

 

Percorso naturalistico


Tempo di percorrenza: h 1 circa
Difficoltà: nessuna
Lunghezza: 3,5 Km circa
Dislivello: 50 m
Partendo dalla villa ci si sposta verso la spiaggia costeggiando il canneto.
Superato il bar/self-service si entra nel bosco. Dopo circa 200 metri, il
sentiero s’inerpica penetrando nel bosco e uscendo nell’oliveto prosegue
piegando a destra. Il percorso diventa molto panoramico. Abbandonato
il bosco si prosegue verso il crinale dell’isola. Superato un roccolo
ormai abbandonato e, più avanti ancora, la Casa Merlata si giunge ad
un quadrivio. Si svolta a sinistra lungo la Via delle Processioni e poi giù
lungo il sentiero bordato da vecchie siepi di rosmarino e melograni fino a
giungere, superato il Podere Poggio, al Giardino delle Piante Acquatiche.
Da qui si scende rapidamente al punto di partenza.

Immagine - Isola Polvese - Spiaggia

 

Periplo dell’isola


Tempo di percorrenza: h 1,30 circa
Difficoltà: nessuna (particolarmente adatto ai portatori di handicap)
Lunghezza: 3,5 Km
Dislivello: 10 m
Il percorso inizia dal prato antistante la villa prosegue in direzione sudovest
lungo il sentiero pianeggiante che porta al Castello e alla chiesa di S.
Giuliano. Dopo una breve sosta si prosegue, costeggiando il lago, lungo un
viale incorniciato da oleandri e pioppi cipressini che giunge fino alla Punta
Nord dell’isola. Un rapido sguardo intorno ci consente di scorgere, sulla
terraferma, l’abitato di Castiglione del Lago, Tuoro sul Trasimeno, Passignano e
le altre due isole. Proseguendo, il sentiero percorre il versante nord-ovest, più
fresco e umido, caratterizzato dalla presenza di una scarpata, in alcuni tratti
molto alta, dove da secoli si sviluppa il bosco di lecci. All’uscita del bosco ci
troviamo in prossimità della Casa di Delfo che ospita il bar/self-service e, poco
più avanti, la spiaggia.
Da qui, costeggiando il canneto, si torna rapidamente alla villa.

Immagine - Isola Polvese - Castello - foto notturna

 

Percorso storico


Tempo di percorrenza: h 2,30 circa
Difficoltà: nessuna
Lunghezza: 3 Km circa
Dislivello: 30 m
Dalla villa si sale per circa 150 metri e, passando in mezzo ad un secolare oliveto,
dopo aver superato dei gradini posti all’ombra di querce e cipressi, si giunge al
Giardino delle Piante Acquatiche. Riprendendo il sentiero si prosegue per
altri 40 metri circa per poi svoltare a sinistra. Tra antichi olivi si raggiunge la
chiesa di San Giuliano e il Castello.
Risalendo il sentiero, questo giunge al Podere Poggio dove sorge la vecchia
fattoria, oggi abbandonata, dal cui balcone si ammira un panorama senza
uguali. L’antica via delle processioni, bordata da splendide piante di rosmarino
e melograni, ci conduce fino alla chiesa di San Secondo e al Monastero dei
Monaci olivetani. Dopo una breve sosta, si scende a destra lungo un sentiero
bordato da cipressi. Continuando sulla destra, costeggiando il bosco, si ritorna
alla villa.

Da vedere

Isola Polvese - Chiesa di San Giuliano

Chiesa di San Giuliano

Le prime testimonianze della chiesa sono contenute negli “Annales Camaldulenses“, la più antica delle quali risale al 1028, da cui si desume che la chiesa dipendeva dal Monastero Camaldolese di San Salvatore di Monte Acuto, oggi detto di Montecorona.
L’edificio, a pianta rettangolare, ad una sola navata e con un campanile a vela, sorge sul lato ovest del Castello, adiacente alla cinta muraria.
La costruzione è realizzata con arenaria e calcare, l’interno è interamente affrescato con affreschi di scuola umbra quattrocenteschi, raffiguranti immagini di santi, quali Giuliano, Biagio, Bernardino da Siena e Sebastiano, ed altri non meglio identificati.
Il muro di contenimento antistante la chiesa reca una struttura ad emiciclo in opus reticulatum, forse appartenente ad una villa d’epoca romana.
Attraverso i secoli la Chiesa di San Giuliano è passata di proprietà a vari Ordini monastici, tra cui camaldolesi, cistercensi, etc… finchè nel 1841 il parroco della Polvese vendette al Conte Vincenzo Pianciani gli immobili della cappellania di San Giuliano.
Infine nel 1883 il Comune di Castiglione del Lago, alla morte del parroco della Polvese, ottenne lo svincolo dei beni e destinò il patrimonio della cappella di San Giuliano alla fondazione dell’ospedale di Sant’Agostino in Castiglione del Lago.

Immagine Piscina Porcinai

Il Giardino delle Piante Acquatiche o Piscina Porcinai

Realizzata dal grande architetto paesaggista fiorentino Pietro Porcinai tra il
1959 e il 1960, su commissione del Conte Giannino Citterio allora proprietario
dell’isola per la balneazione dei propri ospiti, la piscina rappresenta l’elemento
architettonico-ambientale più famoso presente sull’isola Polvese.
La struttura è stata interamente scavata nella roccia utilizzando una cava
dismessa d’arenaria poco distante dalla villa ed è alimentata dalle acque del
Trasimeno che, prima di essere immesse nella piscina, sono sottoposte ad un
sistema di filtraggio e di depurazione.
La piscina è attorniata da vasche minori i cosiddetti ninfei che ospitano
numerose specie di piante acquatiche e da stenditoi di pietra arenaria che
venivano usati per prendere il sole.
Nel 1995 la Provincia di Perugia ha trasformato la struttura, realizzando il
Giardino delle Piante Acquatiche dove si possono ammirare varie specie di
piante acquatiche.